venerdì 2 agosto 2024

Solitudine, il bello e il brutto


 La solitudine è una compagna silenziosa, una presenza invisibile che spesso si insinua nelle pieghe delle nostre vite senza che ce ne accorgiamo. È un sentimento che può sorgere all'improvviso, come un'ombra che ci avvolge, o gradualmente, come il mare che si ritira lasciando la spiaggia deserta. A volte ci ritroviamo soli non perché lo desideriamo, ma perché siamo portati a creare un vuoto attorno a noi, consapevolmente o inconsapevolmente.


Ci sono momenti in cui la solitudine è una scelta deliberata, un atto di protezione contro il mondo esterno. In un mondo frenetico e rumoroso, possiamo cercare rifugio nella solitudine per ritrovare noi stessi, per ascoltare la nostra voce interiore, quella che spesso viene soffocata dal clamore delle aspettative altrui. È un momento di introspezione, di ricerca di autenticità, dove si esplorano le profondità del proprio essere. In questa ricerca, però, possiamo anche erigere barriere, chiudere porte e finestre per evitare di essere feriti, per non dover affrontare la vulnerabilità che l'intimità richiede.


Altre volte, invece, la solitudine è il risultato di una disconnessione involontaria. Possiamo sentirci incompresi, fuori posto, diversi. La società moderna, con la sua incessante corsa verso l'ideale del successo e della perfezione, spesso ci fa sentire inadeguati, spingendoci a ritirarci. In questo ritiro, ci allontaniamo dagli altri, costruendo una distanza che diventa sempre più difficile da colmare. Ci ritroviamo isolati non perché lo vogliamo, ma perché non riusciamo a trovare il nostro spazio nel mondo, a sentire che apparteniamo.


E poi ci sono le ferite del passato, quelle cicatrici invisibili che ci portiamo dentro e che ci rendono diffidenti. Ogni delusione, ogni tradimento, lascia una traccia che ci spinge a costruire muri sempre più alti attorno al nostro cuore. In questo modo, speriamo di evitare il dolore, ma finiamo per allontanarci anche dalle cose belle della vita, dall'amore, dall'amicizia, dalla connessione umana.


La solitudine può essere un luogo di crescita, un momento per riscoprire chi siamo veramente, per comprendere le nostre paure e le nostre speranze. Ma può anche diventare una prigione, un labirinto senza uscita. È in questi momenti che dobbiamo ricordarci che non siamo fatti per essere isole. Abbiamo bisogno degli altri, del loro calore, del loro sostegno, della loro compagnia. La solitudine, per quanto a volte necessaria, non dovrebbe mai diventare la nostra unica compagnia.


Abbiamo la capacità di riempire quel vuoto attorno a noi, di abbattere le barriere che abbiamo costruito, di aprirci agli altri e al mondo. Possiamo scegliere di abbracciare la vulnerabilità, di accettare che essere umani significa anche essere fragili e imperfetti. Solo così possiamo ritrovare la connessione, quella scintilla che ci ricorda che, nonostante tutto, non siamo mai veramente soli.

martedì 19 marzo 2024

BUONA FESTA DEL PAPA'

BUONA FESTA DEL PAPA'



Oggi è la festa del papà
Un rapporto a volte controverso e difficile. 

Il rapporto col padre ci da sicurezza, stabilità e praticità.
Essere padre come essere madre non è una missione così semplice, al contrario quando pensi di aver fatto del tuo meglio come genitore ecco che una mancanza è dietro l'angolo. 

Ma capite bene che nella maggior parte dei casi hanno solo fatto del loro meglio, con gli strumenti a loro disposizione e attraverso l'esperienza che li ha portati a essere genitori. 

Come è il mio rapporto con mio padre? Lo amo profondamente, ma a livello inconscio per tanto tempo l'ho rimproverato di non avermi dato ciò di cui avevo bisogno, un posto tutto mio. 

E poi tanto altro. 
Ma crescendo ho imparato che lui ha fatto davvero tutto ciò che era nelle sue possibilità e che mi ha amato e mi ama tantissimo. 

La verità è che non mi ha mai fatto mancare nulla, ho sempre avuto tutto ciò di cui avevo bisogno per vivere bene. 
Recriminazioni? Tante. 
Adesso mi ritrovo al contrario ad avere io dei sensi di colpa nei suoi confronti. 
Vorrei tanto che il mio anzianotto preferito vivesse serenamente gli ultimi anni della sua vita, ma sono riuscita a complicargli la vita. 
Eppure un posto tutto mio, proprio grazie a lui, io adesso ce l'ho.
Ma come facciamo i conti con i sensi di colpa!
Tanto lavoro interiore e, come dice una mia cara amica, accettazione e perdono.

Adesso bisogna solo trovare soluzioni e ciò che è stato è stato. 
Amateli i Vostri padri, nonostante tutto, perché se li perdonate per i loro "errori" e perdonate voi stessi per i vostri "errori" la vostra vita cambierà in meglio e anche quella della persone al vostro fianco. 
Amate Vostro padre, Dio e Amate Vostro Padre in terra. 

Sanare il rapporto col padre porta arricchimento alle nostre vite in modi inimmaginabili. 

Daniela Di Gregorio

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giovedì 22 febbraio 2024

Qui e Ora ..Adesso e nulla di più.

 



Andiamo sempre di corsa senza soffermarci mai su quello che abbiamo. Sempre guardando troppo avanti. Viviamo per il futuro perdendo di vista il momento presente.

Abbiamo solo un momento da vivere ed è adesso.
Tu sei questo preciso istante.
Basta andare troppo avanti con la mente ti perdi parte della tua vita aspettando un momento che deve ancora arrivare.
Il domani non è ancora arrivato, ieri è passato, oggi è qui non perderlo di vista.
Dobbiamo tornare al Qui e Ora. Riprendiamoci i nostri momenti, la nostra vita. Smettiamola di camminare e andare avanti senza guardare ciò che abbiamo accanto, dove mettiamo i piedi.
Osserviamo i nostri passi e diamo loro il valore che meritano.
Io sono Qui, sono viva, in salute e osservo ogni angolo del mio mondo meravigliandomi della bellezza.
Io sono Qui e Adesso. Costruisco il mio domani prestando la massima attenzione al mio presente e ai miei pensieri.
Accolgo me stessa e tutto ciò che mi accade per portare nella mia vita e nel mondo il meglio che posso, per crescere sempre di più e portare il cambiamento a cui aspiro.
Cambia te stesso e cambierai al mondo!!
D.D.G.

Tutte le reazioni:
Paolo Ferlito e Susanna Lisma

Solitudine, il bello e il brutto

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